Commentare una partita come quella di ieri è difficile e anche
imbarazzante. A forza di ripeterci che siamo finiti, senza energie,
involuti su noi stessi, ci stiamo credendo anche noi e non riusciamo
più a giocare a calcio. Perché di questo si tratta: un gioco.
Nella
prima parte del campionato l’abbiamo fatto bene, senza pressione,
senza ansia, senza niente da perdere e con la mente sgombra. Da un po’
di partite a questa parte siamo contratti, impauriti, già convinti che
l’avversario corre di più, è più forte e via dicendo.
Questo non va bene: gicare così non è nemmeno divertente.
Non può essere che al primo acuto avversario ci chiudiamo a
riccio e speriamo che tutto finisca il prima possibile.
Non è questa la
squadra che siamo abituati a vedere.
Non è un caso che contro squadre con cui non abbiamo
niente da perdere, la prestazione offerta è di tutto rispetto.
Questo
perché nella nostra testa sappiamo già che per restare in partita
dobbiamo dare il massimo.
E il nostro massimo è spesso
sufficiente per giocarcela con tutti.
Se invece non diamo il massimo, non giochiamo, non ci divertiamo e
sicuramente perdiamo.
Ripartiamo da giovedì, il più possibile presenti con voglia di
divertirsi e fare bene.
Lunedì incontriamo una squadra che all’andata ci ha messo in seria
difficoltà.
Non sarà facile ma dobbiamo cercare di ritrovarci al più
presto.
Probabilmente ci vorrà del tempo, non una ma due, tre partite ma il
nostro scopo adesso è ritrovarci.
Un saluto a giovedì.
Fine alla fine forza fossalunga.
Ale
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